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Consigli pratici per sviluppare la resilienza

Aggiornato il: ott 2

di Dora Rossetti



Come abbiamo visto nel post precedente, la resilienza è un tratto molto diffuso nell’uomo e soprattutto non è immutabile. Esiste una componente genetica sul livello di base di resilienza di una persona ma è sempre possibile migliorarsi rispetto al proprio grado di partenza.


È possibile imparare a essere sempre più resilienti cogliendo le sfide che la vita ci presenta e approfittando di queste per crescere.


Abbracciamo il cambiamento, pronti ad affrontarlo, sapendo di poter sempre sostituire gli obiettivi che sono diventati impossibili da raggiungere con obiettivi più pertinenti e attuabili.


È la vostra reazione di fronte alle difficoltà, non la difficoltà in sé che determina il modo in cui si evolverà la storia della vostra vita. Dieter F. Uchtdorf

Imparare modi sani per muoversi attraverso le avversità ci può aiutare ad affrontare meglio ogni situazione negativa e a superarla più rapidamente, o almeno a incamminarci sulla strada del recupero.

Ecco 6 modi per esercitarci ad affrontare i momenti negativi e superarli al meglio.

1. Cambiamo disco

Quando ci succede qualcosa di brutto, spesso riviviamo l’evento nella nostra testa di continuo, rinnovando il dolore. Questo continuo rimuginare non ci permette di andare avanti perché ci tiene in circolo senza permetterci di guarire e crescere. Cambiamo disco! Distraiamo la nostra mente con l’attività fisica o con qualsiasi altro mezzo che ci riporta nel presente.


2. Trasferiamo su carta i nostri pensieri

Scrivere in maniera spontanea pensieri, sentimenti ed emozioni ci aiuta ad andare avanti facendoci acquisire nuovi punti di vista sulle sfide della vita. Scrivere di getto per una ventina di minuti esplorando i pensieri e le emozioni e i sentimenti più profondi che proviamo nei confronti del problema ci aiuta a tirarli fuori di noi e a metabolizzarli. Secondo i ricercatori quando scriviamo siamo costretti ad affrontare le idee una alla volta e a dare loro un senso, questo ci aiuta a cogliere nuove prospettive.

Non diamo nessun peso allo stile e non preoccupiamoci degli errori, quello che scriveremo non lo leggerà nessuno, sarà solo a nostro uso e potremo distruggere quello che abbiamo scritto in qualsiasi momento.

3. Cerchiamo i lati positivi

Ogni situazione ha sempre dei lati positivi. Cerchiamo di evidenziarne almeno 3. Questo approccio riduce la visione pessimista della vita. Guardare al lato positivo di ogni cosa aiuta a bilanciare gli aspetti negativi.


4. Affrontiamo le paure

L’unico modo per superare una paura è affrontarla. Lentamente e più volte ci si deve esporre a ciò che più ci fa paura. La terapia della desensibilizzazione ci aiuta a cambiare le associazioni che abbiamo con stimoli specifici.

5. Confortiamo noi stessi e sentiamo di non essere soli

Le paure e le avversità ci possono far sentire soli; ci chiediamo perché siamo i soli a sentirci così e cosa c’è che non va in noi. In queste situazioni, imparare a praticare l’autocompassione e riconoscere che tutti soffrono può essere una via molto delicata ed efficace verso la guarigione.

Autocompassione significa offrire compassione a noi stessi: trattare la nostra sofferenza con calore e dolcezza senza giudizio. Senza giudizio né analisi, semplicemente ascoltiamo cosa stiamo provando. Possiamo anche dirci ad alta voce “questo è un momento di sofferenza” oppure “fa male” o “questa situazione è stressante.” Ricordiamoci che non siamo soli. Tutti vivono queste profonde e dolorose emozioni umane, anche se le cause possono essere diverse. Diciamoci che la sofferenza fa parte della vita e che tutti la sperimentano.

Possiamo anche mettere le mani al centro del petto e dire a noi stessi quello che diremmo a una persona cara per darle coraggio. Cerchiamo di usare lo stesso tono di voce, la stessa dedizione e la stessa carica di positività e compassione che doneremmo al nostro parente o amico più caro.


6. Meditiamo

Solitamente rimuginiamo sulle cose che non sono andate come volevamo oppure entriamo in uno stato d’ansia anticipando eventi futuri irreali. Se in questi momenti ci sforziamo di fare una pausa e portiamo la nostra attenzione al presente ci rendiamo conto che le cose possono essere gestite momento per momento.


Potremmo iniziare in maniera molto semplice a meditare senza doverci necessariamente ritirare in un posto solitario come abbiamo spiegato nel nostro post dal titolo Meditare non meditando.


Oppure potremmo praticare una Meditazione per essere creativi e coraggiosi con facili visualizzazioni che aiutano a entrare in uno stato di calma.


Avendo l’occasione di praticare in presenza di un insegnante le sessioni di Yoga Nidra fungono da ottimi momenti meditativi.

E se i libri ci attraggono, vediamo quali testi ci suggerisce la nostra amica Licinia Alfieri, sociologa e counselor in formazione, sull’argomento:


“Il colloquio motivazionale” di W.R. Miller e S. Rollnick

Un vero e proprio manuale consigliato in primis per i professionisti delle relazioni di aiuto (counselor, consulenti familiari, etc.), gli psicologi e psicoterapisti e tuttavia di facile lettura per chiunque voglia approfondire l’argomento. Personalmente l’ho trovato molto utile non solo a livello professionale ma anche personale. È un’opera infatti che riesce ad abbracciare la complessità della natura umana e dei processi di cambiamento: dall’esplorazione iniziale del problema, alla scelta di un obiettivo, dalla pianificazione del cambiamento desiderato alla verifica dei passi avanti fatti e delle difficoltà incontrate, sempre con un approccio centrato sulla persona e sulle risorse personali proprie di ognuno.


“Nati per vincere” di M. James e D. Jongeward

Volume che sintetizza la teoria e il metodo psicologico e psicopedagogico dell’Analisi Transazionale teorizzata per la prima volta da Eric Berne, suo fondatore.

Anche in questo caso, come per il precedente manuale, si tratta di una facile lettura ricca di esercizi pratici e stimoli volti a sollecitare il lettore a espandere la propria consapevolezza in vista di una maggiore autonomia da modalità relazionali e comportamentali ormai appresi e diventati abituali.

< Perché ognuno se lo vuole possa diventare quel “vincente” che la vita lo ha destinato ad essere > (M.T. Romanini)


“Imparare l’ottimismo. Come cambiare la vita cambiando il pensiero.” di Martin E.P. Seligman

Il racconto delle ricerche condotte dallo psicologo autore del libro e fondatore della psicologia positiva sul tema dell’ottimismo e sul suo impatto sulla vita delle persone.

All’interno del volume anche delle linee guida e degli strumenti pratici per imparare a cambiare il proprio stile esplicativo, reagire di fronte le avversità, adottare atteggiamenti efficaci per il proprio benessere psicofisico e imparare quindi con l’ottimismo a cambiare la propria vita in meglio.


Fonti:

https://greatergood.berkeley.edu/article/item/five_science_backed_strategies_to_build_resilience

https://positivepsychology.com/what-is-resilience/

https://www.psychologytoday.com/us/blog/science-choice/202005/the-8-key-elements-resilience

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