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Cos’è la pace interiore e perché la ricerchiamo? Almeno a parole!

Aggiornato il: set 7

di Dora Rossetti



Quando sento o dico ‘la pace interiore’ automaticamente sorrido, perché associo sempre la frase alla scena del film Kunfu Panda 2 quando Po, il panda protagonista, entra nella fase finale del suo addestramento come maestro di Kung Fu in cui deve trovare la sua strada per la pace interiore.


Quello che Po deve raggiungere è il senso di profonda consapevolezza delle cose che gli permetterà di pensare in maniera più chiara ed essere estremamente concentrato, preciso ed efficace nei combattimenti.


Il maestro Shifu non può dirgli come trovarla perché ogni maestro deve trovare la sua di modalità ma gli dice che deve cercarla dentro di sé e riuscire a incanalare il flusso dell’universo.


Povero Po, un compito non da niente! Le tenta tutte ma senza risultato e verso la fine, disperato, inizia a ripetere la frase a voce alta sbattendo ritmicamente la testa contro l’albero della barca sulla quale si trova perché si sente impotente e non sa più dove cercarla. È una bellissima scena, di uno dei film d’animazione che preferisco perché mi ha donato momenti di divertimento puro e di riflessione profonda. Ed è questa la scena che mi fa sorridere sempre perché mi ci ritrovo perfettamente. Stessa aspirazione, stesso senso di frustrazione, stessa modalità teneramente umana ma totalmente inefficace di reagire.


Ma allora cosa deve fare Po per essere efficace nella sua ricerca?



Si deve pacificare. Deve svuotare la mente dai pensieri inutili, dalle paure e dalle preoccupazioni. Deve trovare pace rispetto al passato e non creare un futuro immaginario. Deve tenere tutte le sue energie concentrate nel presente, nell’attimo in cui si è.


Questa è la pace interiore. È la presenza assoluta nel presente, che dona gioia al cuore, perché il presente… è effettivamente un ‘presente’, ossia un dono.

Ho visto il film 4 volte, 2 in italiano e 2 in lingua originale per non perdere nessuna sfumatura linguistica (deformazione professionale) e il gioco di parole tra presente e dono e present e gift lo trovo bellissimo in entrambe le versioni. Non avevo mai pensato al doppio significato della parola presente in italiano ma effettivamente significa anche dono. Sarà un caso? Il caso non esiste!


Godiamoci il nostro presente perché è l’unica vera realtà. Il passato è solo un ricordo e il futuro è una proiezione mentale.


Non so se il maestro Shifu approverebbe quello che sto per scrivere, perché secondo lui ognuno deve trovare la sua di modalità per trovare la pace interiore, ma per rimanere nel presente, ossia nell’era della condivisione e dell’informazione, voglio dare comunque alcune indicazioni utili per incamminarsi verso la nostra meta.


Le prime 5 cose da ricercare:

Silenzio, semplicità, benessere interiore e fisico, calma, senso di gratitudine.


Le prime 5 cose da evitare:

Stress, vita frenetica, emozioni negative, ansia, preoccupazione.


Il resto dei consigli utili, non miei, ma di vari maestri e psicologi di fama mondiale li rimando a un altro post altrimenti questo diventa troppo lungo. Adesso è il momento di chiudere gli occhi, fare un bel respiro profondo e poi sorridere a chi ci sta vicino o a noi stessi e andare a fare una bella passeggiata nella natura.


A questo proposito, domenica 6 settembre 2020 organizziamo una sessione di Breathwalk a Villa Pamphili dedicata proprio all’abbandono degli stati di ansia e all’accoglienza della calma interiore. Un’occasione per sperimentare subito gli insegnamenti teorici.






Fonti:

Kunfu Panda

Immagini: Pixabay


Alcuni suggerimenti:



 

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