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Il counseling: cos'è, in che modo e per cosa funziona?

Aggiornamento: gen 15




Ce lo spiega la nostra amica Licinia Alfieri, già sociologa, agli sgoccioli del master triennale in counseling secondo l'approccio pluralistico integrato.


Licinia, grazie per aver accettato il nostro invito. Ci spieghi cos’è il counseling?

Il counseling è un colloquio d’aiuto non direttivo e centrato sulla persona, una prestazione professionale basata sulla dimensione relazionale volta ad ottimizzare il potenziale insito nel cliente al fine di superare momenti di difficoltà specifici, lavorando sull’aumento della consapevolezza, dell’autostima e della capacità di prendere decisioni e fare scelte responsabili.

Perché hai deciso di seguire questo percorso di specializzazione?

Nutro da sempre un bisogno inesauribile di conoscenza. Mi ritengo una ricercatrice e una studiosa inarrestabile. Mi piace viaggiare fuori e dentro di me, conoscere e conoscermi ogni anno sempre un po' di più.

Sento da sempre una forte attrazione per tutto ciò che riguarda la psiche umana. Tre anni fa quindi, dopo aver vagliato varie possibilità, ho deciso di iscrivermi al Master Esperienziale in Gestalt Counseling dell’Aspic (Scuola Superiore Europea di Counseling Professionale), percorso in linea con il mio desiderio di imparare, non solo attraverso lo studio teorico ma anche e soprattutto con la pratica e mettendomi direttamente in gioco.

Grazie ai tre anni di formazione all’Aspic, ho acquisito tutta una serie di strumenti che, prima di essere utili nell’aiutare gli altri, si sono rivelati di fondamentale importanza nel permettermi di riconoscere e legittimare quegli aspetti di me prima difficilmente accettati, diventando così una persona più consapevole, forte e integra.

Avanzando lungo il percorso della mia auto-accettazione, ho sentito e sento crescere sempre più il desiderio di voler donare agli altri quanto appreso dalla mia esperienza diretta, mettendo a disposizione le competenze acquisite e accompagnandoli verso il cambiamento desiderato, lungo la strada, faticosa e anche ricca di grandi soddisfazioni, diretta inesorabilmente verso un maggiore ben-essere.

Come funziona il counseling?

Il counseling è un percorso breve di 12/14 incontri durante i quali l’alleanza empatica che si viene a creare tra counselor e cliente aiuta quest’ultimo a esplorare il proprio vissuto nel qui e ora, a valutare strategie già adottate in passato, a trovarne di nuove e passare all’azione perseguendo un obiettivo ben preciso, raggiungibile e misurabile, stabilito a inizio percorso; tutto questo sempre naturalmente col supporto dato dalla presenza attenta e dall’ascolto attivo del counselor.


Il cambiamento è dato “dalla relazione, intesa come il fattore umano in cui si realizza quel particolare tipo di ascolto attivo e di comprensione empatica, tipico del counseling, che permette di facilitare la comunicazione, l’espressione e la consapevolezza di sé e della propria situazione da parte del cliente.” (Calvo, 2016)

Su cosa si focalizza il counselor?

Il Counselor si occupa del “qui e ora” e ogni eventuale digressione del Cliente verso fatti successi nel passato o aspettative e progetti futuri vengono ascoltati e accettati dal Counselor e da lui usati per riportare sempre il Cliente nel tempo presente per lavorare con le proprie emozioni, il proprio sentire e le proprie risorse nel “qui e ora”.

Il tempo e la relazione/alleanza sono quindi i due elementi fondamentali nel processo di aiuto.

Questo tipo di approccio impone di uscire dalla modalità “medica” del fare qualcosa a qualcuno per entrare nella logica dello stare con qualcuno in modalità assolutamente paritaria. Il counseling si inserisce dunque nell’ambito di una nozione di benessere più ampia e complessa nota come “salutogenesi”. Secondo questo modello, la salute non corrisponde solamente all’assenza della malattia ma consiste anche in una ricerca di equilibrio volta a raggiungere il miglior stato possibile di benessere fisico, mentale e sociale.

Quando nasce questa disciplina?

Il Counseling nasce negli Stati Uniti dove già negli anni ’40 entra nelle scuole e nelle Università. Caposaldo dell’approccio centrato sul Cliente, il volume di Carl Rogers “Counseling e psicoterapia” fu pubblicato nel 1942.

Una sempre maggiore diffusione la ebbe negli anni ’50 e ‘60 quando la storia del Counseling si lega a quella della psicologia umanistica il cui termine viene coniato per la prima volta nel 1962 da un gruppo di psicologi capitanati da A. Maslow. Questo nuovo indirizzo si distingue dai precedenti, basati su una visione deterministica e meccanicistica dell’uomo e sulla relazione terapeuta-paziente di tipo impersonale e up-down ovvero esperto-malato, volendo invece rispettare l’unicità e la dignità di ciascun paziente e mirando alla valorizzazione delle risorse in esso latenti considerate il miglior strumento a disposizione di una persona per la propria crescita personale; la psicologia umanistica pone l’accento su elementi quali la capacità di scelta, la creatività individuale e la spinta all’autorealizzazione personale. Viene data maggiore importanza all’esperienza e al suo significato per il paziente che non all’interpretazione teorica.

Immagino che si sia poi diffuso in Europa e quindi in Italia. Quando è successo?

In Europa il Counseling inizia a diffondersi negli anni ’70 e nel 1993 nasce l’EAC - European Association for Counseling.

In Italia la storia del Counseling è più recente e inizia dagli anni ’80. Ad oggi il Counseling è inserito tra le professioni non regolamentate (legge n.4/2013).

A chi raccomanderesti di seguire un percorso di counseling?

A chiunque senta il bisogno di cambiare e migliorare la propria vita, a chi sta passando un periodo di difficoltà e sente il bisogno di un aiuto, a chiunque sia pronto ad affrontare le proprie paure e imparare a riconoscere e accettare i propri punti di forza e le proprie debolezze, legittimare le proprie emozioni ed assumersi tutta la responsabilità delle proprie scelte e della propria vita.



Grazie per tutte le informazioni interessanti che ci hai dato e in bocca al lupo per la conclusione del tuo percorso formativo!

Grazie! Ormai ci siamo, manca poco! A breve conseguirò il diploma e inizierò questa nuova avventura nel ruolo di Counselor.

Prima di salutarci e in attesa di poterti contattare per valutare insieme l’opportunità di un intervento di counseling, quali letture ci consiglieresti su questo tema?

I testi che reputo utili ad approfondire l’argomento sono:


“Terapia centrata sul cliente” di Carl Rogers












“L’arte del Counseling” di Rollo May












“Apprendere il counseling” di R. Mucchielli












“Microcounseling e microcoaching” di E. Spalletta e F. Germano


“Counseling e relazione d’aiuto” di A. Di Fabio


“Il colloquio di counseling” di V. Calvo


Ancora grazie e in bocca al lupo!


Se vuoi metterti in contatto con Licinia:

Telegram @Alli_ci

Mail: lici_80@yahoo.it


Musica: epidemicsound.com


Immagini: @pexels @unsplash

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