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Meditare per essere creativi e coraggiosi: la meditazione con visualizzazioni.

Aggiornato il: giu 18



Uno tra i tanti obiettivi per cui meditiamo è quello di riuscire a concentrare l’attenzione su noi stessi, seguendo percezioni, sensazioni, pensieri ed emozioni, o sull’ambiente esterno al fine di raggiungere un livello di maggior consapevolezza e di calma interiore.


Nel Kundalini Yoga ci sono molti modi di meditare: dal più semplice - e complesso - in silenzio ad occhi chiusi in posizione meditativa, a tecniche guidate con un respiro, un mudra statico o in movimento o un mantra vibrato ad alta voce o mentalmente. E ci sono anche meditazioni con le visualizzazioni come quella che andremo a fare assieme.


Visualizzare significa creare immagini con la mente, immaginare. Quando si visualizza è come se si proiettasse un film nella propria mente, creando e vedendo immagini senza usare gli occhi fisici ma usando l’occhio della mente.


I benefici e gli ambiti di utilizzo di questa tecnica sono molteplici ma soprattutto permette di vivere un’esperienza rilassante e piacevole con effetti a lungo termine.


L’arte della visualizzazione ha origini molto antiche, i suoi principi vengono dall’Induismo e in particolare da un ramo femminile chiamato Shakta.


Quando si visualizza, l’attenzione della mente si sposta da una realtà esterna a una interiore dove si creano pensieri e immagini con lo scopo di generare specifiche sensazioni. In effetti quando si parla di visualizzazione si potrebbe pensare che solo le immagini siano implicate nel processo, in realtà tutti gli stimoli sensoriali vengono riprodotti. Ad esempio se visualizzo un tramonto sul mare non creerò nella mente solo il mare al tramonto ma anche il profumo di salsedine, il silenzio della sera e posso anche percepire il mio corpo seduto sulla sabbia ancora calda.


Molti credono di non riuscire a visualizzare, ma è solo una questione di comprensione del processo e di pratica, come tutto. La scienza negli ultimi anni è riuscita a definire i meccanismi positivi dell’antica arte della visualizzazione e una delle scoperte fondamentali è stata quella dei neuropeptidi. Il meccanismo è complesso ma in sintesi si può dire che la mente crea un pensiero piacevole, visualizza un’immagine e il sistema nervoso crea e mette in circolo un tipo di neuropeptide chiamato endorfina (le endorfine sono proteine le cui proprietà biologiche sono molto simili a quelle della morfina e degli oppiacei) che dà all’organismo un senso di benessere e rilassamento. Quindi che l’evento accada realmente oppure venga riprodotto mentalmente gli effetti sono gli stessi.


Andiamo più nello specifico a vedere la meditazione che faremo assieme che ci aiuta ad essere coraggiosi nel rispetto della nostra vera identità.


Creare un’identità forte è una nostra scelta, nessuno di noi è nato vincitore e nessuno è nato perdente, siamo tutti nati con la possibilità di scegliere. La nostra mente è abbastanza vasta e forte da reggere qualsiasi segnale di instabilità che arriva dall’esterno. L’identità che scegliamo per noi stessi è una questione di cosa vogliamo come nostro obiettivo di vita e per quale traguardo stiamo lavorando per noi stessi: hai la forza e gli strumenti necessari per raggiungere i tuoi scopi? Ecco dove la meditazione ti può aiutare.


Una pratica meditativa ci può aiutare a sviluppare sicurezza e consapevolezza rendendo la nostra mente più stabile, eliminando gli schemi di pensiero abitudinari e creando un’identità che ci sappia stimolare.


Tra i tanti benefici della meditazione c’è quello di portare stabilità alla nostra mente rendendoci più forti verso gli stimoli esterni. Man mano che si sviluppa una pratica meditativa costante, si inizia a percepire più sicurezza in sé e si notano dei cambiamenti nella nostra vita, ci si avvicina a una centratura del proprio essere con soddisfazione e fiducia verso noi stessi. Sia che vogliate descrivere questi cambiamenti in maniera spirituale o in termini psicologici portare questi cambiamenti nella nostra mente ci dà molta forza.

Passiamo ora alla pratica!


Sedetevi in una posizione comoda confortevole per terra a gambe incrociate, la schiena è dritta, le spalle sono rilassate.


Portate le mani in Gyan Mudra, con pollice e indice a contatto, con le braccia appoggiate sulle ginocchia, la classica posizione meditativa.


Potete anche stare seduti su una sedia, se preferite, l’importante è che la vostra schiena sia dritta.


Il mento è un pò piegato verso l’interno come a creare un doppio mento, in maniera che anche il tratto cervicale si distenda.


Ora iniziate a osservare il naturale processo del vostro respiro e man mano che sentite il suono del respiro, visualizzatevi come uno strumento che proietta energia divina, immaginate ogni vostro respiro come una nota musicale e create una melodia come se foste uno strumento musicale, il vostro corpo diventa una forma espressiva di musica grazie al respiro.


Non ponete troppa logica nell’esecuzione, provateci e senza alcuna forma di giudizio verso voi stessi osservatevi e immaginatevi come un meraviglioso strumento musicale che ad ogni respiro vibra emettendo una bellissima musica.


Quest’esercizio stimola la creatività e l’accettazione di noi stessi.


Continuiamo con questa visualizzazione per qualche minuto, respirando lentamente.


Ora inspirate profondamente, sospendete il respiro, espirate e rilassate la posizione.

Osservate voi stessi, qualsiasi emozione o sensazione percepita, potete annotarla su un vostro diario per ricordarla. Un diario meditativo può essere utile per appuntare le vostre emozioni e osservare come cambiano dopo alcuni minuti di meditazione.


Spero che questa esperienza vi sia piaciuta, ci sentiamo presto per scoprirne altre assieme.


Questa meditazione è tratta dal libro:

“A woman’s book of meditation” di Hari Kaur Khalsa


Fonti: www.laltramedicina.it

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