Si può dir di NO
 
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Si può dir di NO

Aggiornato il: 6 giorni fa

Saper dire di no a volte è più difficile di dire di sì.



Forse la paura di essere rifiutati nel dire ciò che realmente si pensa, la paura di deludere e mille altre paure ci mettono a volte nella posizione di essere troppo accondiscendenti. Sappiamo però che fare cose contro voglia non è sempre un divertimento puro. Ovvio, in situazioni lavorative abbiamo degli obblighi, degli orari, delle mansioni da adempiere, voglia o non voglia, ma quel che intendo è che la nostra vita privata non dovrebbe essere come una prestazione professionale. A dire il vero anche nella sfera professionale si dovrebbe imparare a mettere dei paletti, ma non è questo tema che voglio affrontare oggi.

Parlo più nello specifico della vita privata, quando magari ci arriva un invito per una cena e siamo stanchi e abbiamo timore a dire di no per non deludere le aspettative di chi ci ha invitato. Ma se qualcuno ci conosce e resta deluso da un nostro rifiuto cade lui nell’errore. Eppure a volte fatichiamo a comprendere questo semplice concetto di fiducia reciproca e che le vere amicizie, i veri rapporti personali sono basati su rispetto e comprensione, non sulla prestazione come se fosse un altro lavoro.

Dovrebbero esserci chiari questi concetti: ogni giorno è diverso, e dobbiamo ascoltarci e capire come stiamo quotidianamente. Non posso prevedere come starò ogni giorno e se a un certo punto mi sentirò particolarmente stanca o avrò avuto una brutta giornata al lavoro è mio diritto e dovere riposare e volermene stare da sola anche se in precedenza avevo già preso un impegno.

Va bene anche dire di no. A volte, non sempre ovvio! Altrimenti diventiamo inaffidabili, ma è lecito anche cambiare idea, cambiare programma usando la diplomazia ovviamente e non la scortesia. Ad esempio dire: “verrei molto volentieri alla tua cena ma stasera sono davvero stanca e ho bisogno di prendermi del tempo per recuperare”, questo è un nostro diritto. Andrebbe detta semplicemente la pura verità, senza bugie che ci metterebbero subito dalla parte del torto. Non è la menzogna che ci interessa ma il dialogo sincero


Va bene chiedere aiuto. Se la giornata è particolarmente storta non facciamo sempre le eroine e dire che va tutto bene. A volte i problemi si risolvono da soli, a volte però è bello saper chiedere aiuto ad un’amica e sentire un parere diverso e minimizzare assieme una difficoltà, o avere semplicemente una visione obiettiva per superare il problema che quando siamo coinvolti in prima persona risulta insormontabile.

Va bene accettare di essere imperfetti. Riconoscere che nessuno è perfetto, nemmeno noi. Quindi possiamo sbagliare, possiamo anche deludere qualcuno, possiamo male interpretare, la mia modesta opinione è che se non c’è malafede tutto è risolvibile poi con una comunicazione consapevole, con il dialogo. In buonafede tutti commettiamo errori, ma si può poi discuterne, capire ciò che si è frainteso.

Va bene smettere di frequentare alcune persone se sentiamo di non essere più in armonia con loro. Non voglio usare l’espressione “relazioni tossiche” perché potrebbe sembrare che la colpa sia sempre degli altri. Tutti abbiamo i nostri momenti di tossicità verso gli altri! Ma magari prima si tolleravano troppo certi atteggiamenti e poi si cambia, ci si evolve, si matura, si hanno esigenze di vita diverse e di conseguenza siamo meno pazienti, non riusciamo più a farci andare bene tutto e allora certe persone cessano di avere una funzione di scambio nella nostra vita. Voler scegliere chi ci sta attorno è lecito e rientra sempre nel tema principale del saper di NO.


Va bene non rispondere a certi messaggi o spegnere il telefono. Anche quello è un NO difficile in un’epoca di iperconnessione. Anche in questo caso, non dico sempre, si diventerebbe nuovamente sgarbati. Ma se una persona insiste a chiederci una cosa a cui abbiamo già risposto e insiste e insiste, posso anche esercitare il mio diritto di fermarmi, posso dire: “basta non rispondo più, spengo il telefono”.

Come lo yoga mi ha aiutata a migliorare a dire di no? Con un lavoro costante su me stessa. E continuerò a farlo perché non è finita qua. Nella vita bisogna continuare a lavorare su noi stessi se vogliamo migliorare e ogni strumento di aiuto è bene accetto.

Un terzo chakra in equilibrio è un ottimo alleato per riuscire ad esprimere noi stessi, cosa vogliamo, chi siamo, senza filtri e senza imposizioni. Andiamo ad attingere al nostro io, alla nostra autorevolezza e non all’autorità che potrebbe prevaricare sugli altri, e che non va bene.


Uno degli esercizi più veloci ed efficaci del kundalini yoga per centrare il terzo chakra e darci un pensiero chiaro e lineare è il respiro di fuoco.

È ovviamente un respiro che richiede pratica per effettuarlo bene perché non è un respiro naturale ma, come tutto, basta praticare senza fretta, e con costanza.

È un respiro molto molto veloce, che si concentra a livello diaframmatico, senza far salire o scendere il respiro come nella respirazione lunga lenta e profonda. Sconsigliato alle donne in gravidanza o alle donne col ciclo per la sua potenza nell’area addominale, è altrimenti consigliatissimo da fare più spesso possibile, ma soprattutto in quei momenti quando ci sentiamo sopraffatti da indecisione, insicurezza, e temiamo di dire qualcosa di sbagliato.

La perfezione di questo respiro si conquista con la pratica per arrivare senza accorgercene a effettuare uno stesso tempo di inspirazione e di espirazione. Senza quindi andare in iperventilazione o in debito di ossigeno. Quello che consiglio è di farlo molto lentamente fino a che non si riesce a farlo in maniera corretta, non deve essere faticoso da praticare.

Se risulta faticoso, se coinvolgo troppo la parte superiore del torace non va bene, quindi riparto più piano.


Inspiro, gonfio l’addome come un palloncino, espiro, sgonfio l’addome e così via. Con il naso inspiro, con il naso espiro, parto lentamente quando sento che sto controllando il respiro solo nella parte addominale, sento che non mi dà fastidio a livello fisico e non mi dà nessuna fatica respirare, piano piano aumento la velocità fino a farlo diventare il più veloce possibile. Sto descrivendo un processo che potrebbe richiedere qualche settimana di tempo per essere migliorato e realizzato: non abbiate fretta, nello yoga la fretta non serve mai a nulla. E ognuno di noi ha dei tempi diversi, rispettiamoli, fa sempre parte del processo, impariamo a dire di no. No alla fretta, no alla corsa al far bene, no al devo fare subito bene altrimenti non sono bravo. NO.

La prossima volta che avrete difficoltà a dire di no, prendetevi qualche minuto per fare il respiro di fuoco e vedrete come sarà più facile dopo. Provateci, nello yoga la sperimentazione è l’unica cosa che conta, non la teoria.

Un ottimo libro con molti esercizi di respirazione di kundalini yoga è questo:


Immagini: @pexels

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